Algeria

Ritorno al patriottismo

Il 23 gennaio è stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale algerina la legge N17-01, che enumera gli incarichi pubblici, sia civili che militari, d’ora in poi preclusi ai detentori di doppia nazionalità.

Tale legge però non è altro che “un atto retorico e politico al contempo, un’iniezione di patriottismo come antidoto alle proteste e a ingerenze straniere”.

Infatti, da tempo proseguono le proteste per la crisi economica, entrambe attribuite dal regime a un complotto straniero, oltre alle rivendicazioni cabile sempre presenti.

Le cariche indicate sono 15: il presidente del Consiglio della Nazione, il Presidente dell’Assemblea nazionale del popolo, il primo ministro, il presidente del Consiglio costituzionale, membri del governo, il Segretario generale del governo, il Primo Presidente della Corte Suprema, il Presidente del Consiglio di stato, il Governatore della banca d’Algeria, leader di organi di sicurezza, il presidente del monitoraggio elettorale indipendente alta del corpo, il capo di stato maggiore dell’esercito nazionale del Popolo, il comandanti militari, comandanti delle regioni militari, così come altre responsabilità militare definiti dal regolamento. I detentori attuali di una delle cariche in questione sono tenuti a presentare entro luglio una dichiarazione di nazionalità esclusiva algerina, previa rinuncia a un’eventuale seconda nazionalità.

Tra le varie ragioni che anche spinto a procedere con tale provvedimento è da tener di conto anche l’avvicinarsi delle nuove elezioni, fissate per il 4 maggio: infatti, dopo i quattro mandati di Bouteflika, forte è la volontà di sbarrare la strada per la dirigenza a coloro che potrebbero diminuire l’influenza esercitata dalla corte del palazzo di al-Mouradia aumentandone la dipendenza da potenze straniere.

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