Libano

La violenza contro le donne in libano

La violenza contro le donne in Libano
Sabato 24 dicembre c’é stato una manifestazione nella capitale libanese: dozzine di persone hanno acceso candele al Museo Nazionale di Beirut contro la violenza contro le donne, in seguito all’omicidio di almeno tre di loro in una settimana in Libano.Il suo cadavere è stato trovato sul lato di un’autostrada
“Sarei potuta essere io” è stato lo slogan scelto da attiviste femministe per chiamare l’attenzione sui social network e per esprimere il loro rifiuto alla “violenza generalizzata che affligge le donne nello spazio pubblico e privato” nel paese.
Tra il 13 e il 18 dicembre 2017, almeno tre donne sono state uccise nel paese, secondo gli organizzatori della manifestazione . Il marito di una delle vittime e il figlio sono in custodia.
Un altro caso, ancora più famoso, é il caso della diplomatica britannica Rebecca Dykes, violentata e uccisa da un tassista libanese, che cerca anche di giustificarsi dicendo che lei era carina e aveva indossato una gona corta.
Rebecca lavorava dal 2010 per il governo britannico e dal gennaio 2017 era a Beirut come responsabile del programma e della politica del Dipartimento per lo Sviluppo internazionale. Il suo primo importante incarico internazionale, dopo gli studi all’università a Londra. La famiglia ha pubblicato un comunicato stampa in cui afferma di essere devastata dalla perdita della figlia.
Gli attivisti hanno anche dichiarato che questi reati ci fanno capire che non c’é un posto sicuro in Libano per le donne. Queste soffrono ogni giorno diverse forme di discriminazione,violenza e aggressizione.
Nel maggio 2014, il Libano ha approvato una legge che punisce la violenza maschile, a seguito di una campagna della società civile senza precedenti, in conseguenza della morte di numerose donne picchiate dai loro mariti.
Ma gli attivisti credono che le donne libanesi restino scarsamente protetti nonostante questa legislazione, facendo riferimento allo scontro tra l’effettivita della legge e la prassi culturale strutturata nel tessuto sociale fortemente maschilista.
É anche giusto ed importante sottolineare che ci sono stati dei cambiamenti da quando la legge è stata introdotta, ma comunque c’é ancora una lunga strada da fare.

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