Libia

Da Maroni a Minniti: breve storia degli accordi Italia-Libia

Il 9 Gennaio è stato stipulato un memorandum d’intesa tra Italia e Libia, ad opera del Ministro dell’Interno Minniti e del Presidente del Governo di unità nazionale libico Al Sarraj, è il terzo accordo bilaterale, dopo quelli del 2008 e del 2012, stipulati rispettivamente dai Ministri dell’Interno Maroni ed Anna Maria Cancellieri.
L’accordo del 2008 prevedeva che il nostro governo realizzasse infrastrutture in Libia per un valore di cinque miliardi di dollari (tramite esborso di 250 milioni di dollari all’anno per 20 anni), i fondi sarebbero stati reperiti tramite addizionale IRES a carico delle aziende petrolifere mentre l’esecuzione dei lavori sarebbe stata affidata a ditte italiane e i fondi gestiti direttamente dall’Italia; la Libia invece si impegnava a bloccare l’afflusso di migranti verso il nostro paese (per questo l’accordo fu duramente criticato dalle organizzazioni umanitarie che denunciarono la creazione di veri e propri campi di concentramento nel deserto libico dove detenere arbitrariamente i profughi che cercavano di raggiungere l’Italia), e a favorire l’azione delle aziende italiane in territorio libico.
Nel 2012 a grandi linee si ripercorsero i punti raggiunti nel 2008, aggiungendo però il controllo delle frontiere meridionali della Libia e l’addestramento delle forze di polizia di frontiera locali.
Dell’accordo steso dal Ministro Minniti non abbiamo ancora i dettagli, sappiamo però che segue la linea dei due sopra citati, e che si sviluppa in 3 direttive:
– stabilizzazione del paese,
– contrasto al traffico di esseri umani
– cooperazione contro il terrorismo.
L’Italia ha promesso di aiutare la Libia a chiudere il confine meridionale del paese, quello con il Niger, da cui passa la maggior parte dei migranti che entrano nel paese dall’Africa subsahariana, ma non è ancora chiaro come si concretizzerà l’aiuto italiano nella chiusura dei confini meridionali, probabilmente con la fornitura di un sistema radar già previsto dagli accordi del 2012 e mai arrivato.
Questo nuovo memorandum d’intesa potrebbe però rivelarsi problematico per due aspetti: innanzitutto il Governo di Al Sarraj non sembra essere in grado di controllare tutto il territorio nazionale e quindi di garantire l’applicazione dell’accordo, in secondo luogo l’eventuale presenza italiana in Libia sembra suscitare da più parti molte tensioni.
Prosegue nel frattempo l’Operazione Sophia, promossa dall’Unione Europea, per il contrasto al traffico di essere umani e l’addestramento di ufficiali e sottufficiali della guardia costiera libica, mentre la Commissione Europea ha proposto di estendere a livello comunitario gli accordi italo-libici.
Nel prossimo futuro comunque sembrano essere due i principali obiettivi italiani in Libia: aumentare l’impegno delle forze armate europee nelle acque internazionali di fronte alla Libia ed il pattugliamento della costa coinvolgendo le forze di polizia libiche, in cambio Roma potrebbe assicurare investimenti ed aiuti, anche attraverso la donazione di alcuni pattugliatori.

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